LA TESSITURA e il MuTAC
La fase della lavorazione della fibra prima e della tessitura dopo, è più che
degnamente rappresentata, poiché sono disponibili per essere visionati, tutti
gli oggetti impiegati per la realizzazione di capi di corredo.
Tra i più significativi:
- un telaio a mano completo del 1800
- "lu trocco"
- la “mancina”
- i cardatori
- i fusi e le conocchie
- aspi ed arcolai
- girelle e filatoi a mano
- "l’orditoio” per la preparazione dei fili da passare al telaio per la tessitura
- diverse stoffe e capi di corredo eseguiti a mano
- il trocco gigante
TESSITURA
La fase della tessitura iniziava in realtà dal momento in cui si seminavano le
piante del lino e della canapa.
Queste erano le fibre vegetali per eccellenza che venivano utilizzate per la
realizzazione dei capi di corredo. Anche il cotone, trovava impiego, questo
però veniva acquistato e non seminato, in quanto il clima poco adatto non ne
permetteva una buona vegetazione.
Il lino veniva estirpato nel mese di giugno, e fatto essiccare.
Raggiunto questo stadio, la pianta veniva portata al macero, immergendola nei
laghetti che si formavano nel letto del fiume. Sopra di esse, venivano
poggiati dei sassi piuttosto pesanti, allo scopo sia di garantirne
l'immersione costante, sia di impedire che una piena improvvisa portasse via
tutto il raccolto.
Terminata la fase di macerazione, le piante venivano fatte asciugare e
nuovamente esposte al sole, solo allora iniziava il lavoro per ricavare le
fibre tessili da impiegare successivamente nella tessitura a telaio.
Il primo strumento di lavorazione era la "mazzocca",
oggetto di forma cilindrica con un grosso manico, grazie al quale, battendo con forza si staccavano i semi dalla pianta.
Di seguito si passava al “trocco “ e poi alla “mancina”, strumenti rozzi, atti a separare le fibre dalla parte legnosa della
pianta.
La fase successiva era quella della "cardatura" fatta con pettini particolari, i fili ottenuti venivano introdotti nella conocchia e attorcigliati con il fuso, nasceva così con molta pazienza e maestria, il filato per i cannelli..
Questi venivano preparati con appositi strumenti che erano: l’arcolaio su cui poggiava la matassa
e la girella, a cui veniva collegato il bandolo della stessa. Mettendo il funzione la “girella” l’arcolaio dipanava la matassa
e il filo si andava a depositare sui cannelli; più grandi e più piccoli a seconda dell’uso che se ne doveva fare.
Dai cannelli si passava all'esecuzione dell'ordito, che costituiva il
preambolo della lavorazione a telaio vera e propria.
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